LA MIA RINASCITA
Storia di un trapianto di midollo osseo e di quello che ho scoperto sul solstizio d’inverno
31 Luglio 2025
Il giorno in cui sono rinato
COME TUTTO È COMINCIATO
Voglio raccontarvi una storia. È la mia storia, ma mentre la vivevo ho scoperto che è anche una storia molto più antica – una storia che l’umanità racconta a se stessa da migliaia di anni, ogni inverno, quando il sole sembra morire e poi rinasce.
Nel 2025 ho affrontato un trapianto autologo di midollo osseo. Per chi non lo sapesse, significa che hanno prelevato le mie cellule staminali, le hanno congelate, poi mi hanno dato una dose massiccia di chemioterapia (melphalan ad alte dosi) che ha distrutto completamente il mio midollo osseo, e infine mi hanno reimpiantato le mie stesse cellule.
Sembra fantascienza, vero? E in un certo senso lo è. Ma quello che non sapevo, quello che nessuno mi aveva detto, è che stavo per vivere sulla mia pelle uno dei rituali più antichi e profondi dell’umanità: la morte iniziatica e la rinascita.

IL MIO VIAGGIO ATTRAVERSO LA MORTE
Fase 1: La Distruzione
Quando mi hanno somministrato il melphalan, sapevo razionalmente cosa stava succedendo: stavano uccidendo le cellule malate. Ma quello che non avevo capito è che stavano uccidendo tutto. Il midollo osseo è il luogo dove il tuo corpo produce il sangue – globuli rossi, globuli bianchi, piastrine. E letteralmente la fabbrica della vita nel tuo corpo.
E loro l’hanno spenta. Completamente.
Nei giorni successivi alla chemio, i medici mi controllavano continuamente le conte ematiche. E le vedevo scendere, scendere, scendere. Globuli bianchi: quasi zero.
Piastrine: crollate. Ero in aplasia – una parola medica che significa “assenza di produzione cellulare”. Ma per me significava qualcosa di più semplice e terrificante: il mio corpo aveva smesso di creare vita.
Fase 2: Il Buio
Dopo il reimpianto delle cellule staminali, è iniziata l’attesa. Le cellule erano di nuovo nel mio midollo, ma non facevano nulla. Stavano lì, silenti, dormienti. Gli esami del sangue non mostravano miglioramenti. Ogni giorno mi svegliavo sperando di vedere un segno – un piccolo aumento dei globuli bianchi, qualsiasi cosa.
Niente.
Quegli giorni sono stati i più strani della mia vita. Non ero malato nel senso classico – non avevo dolori insopportabili, non vomitavo continuamente. Ma ero biologicamente vulnerabile come non lo ero mai stato. Il mio sistema immunitario era praticamente inesistente. Una semplice infezione poteva uccidermi.
E soprattutto, ero in un limbo. Non più la persona ‘vecchia’ (il cui midollo era stato distrutto) ma non ancora quella ‘nuova’ (le cui cellule non avevano ancora iniziato a proliferare). Ero sospeso tra vita e morte, letteralmente.
Fase 3: La Rinascita – 31 Luglio 2025
E poi è successo.
Il 31 luglio 2025, gli esami del sangue hanno mostrato quello che tutti stavamo aspettando: le cellule ematopoietiche avevano cominciato a crescere. Non erano solo ‘presenti’ – stavano proliferando, moltiplicandosi, generando nuove cellule. Il mio midollo aveva ripreso a creare vita.
L’infermiera mi ha sorriso quando mi ha dato la notizia. “Sei in engraftment”, ha detto. Una parola tecnica che significa “attecchimento”. Ma per me ha significato qualcosa di più profondo: sono rinato.
E non lo dico come metafora. Ogni cellula del sangue che scorre ora nelle mie vene è nata dopo quella data. Il mio sistema immunitario – tutto ciò che mi difende dalle malattie, tutto ciò che mi identifica biologicamente – è nuovo.
Il 31 luglio 2025 è letteralmente il mio secondo compleanno biologico.
LA SCOPERTA CHE HA CAMBIATO TUTTO
Qualche mese dopo, mentre cercavo di dare un senso a quello che mi era successo, mi sono imbattuto per caso in un articolo sul solstizio d’inverno. Sapete, il 21 dicembre, il giorno più corto dell’anno.
E mentre leggevo, ho avuto un momento di folgorazione. Tutto quello che descrivevano – simbolicamente, mitologicamente – era esattamente quello che io avevo vissuto. Biologicamente. Letteralmente.
II Solstizio d’Inverno
Il solstizio d’inverno è il momento in cui il sole raggiunge il punto più basso nel cielo. E il giorno con meno ore di luce dell’anno – circa 8 ore e 50 minuti, contro le quasi 16 ore del solstizio d’estate. Per tre giorni, dal 21 al 24 dicembre, il sole sembra fermarsi (da qui ‘solstizio’, che significa letteralmente ‘sole che sta fermo’).
Gli antichi pensavano che il sole stesse morendo. Avevano paura che non tornasse più, che il mondo rimanesse per sempre nel buio e nel freddo. Per questo costruivano templi enormi come Stonehenge e Newgrange, allineati precisamente con il sole del solstizio. Per questo facevano rituali, accendevano fuochi, pregavano.
E poi, il 25 dicembre, il sole ricominciava visibilmente la sua risalita. La luce tornava a crescere. II sole era rinato.
Il Mio Solstizio Personale
Leggendo questo, ho realizzato: io ho vissuto il mio solstizio personale.
• Il melphalan era il mio ‘inverno’ – ha reso il mio midollo sterile, morto, gelato come la terra d’inverno
• L’aplasia era il mio ‘solstizio’ – il momento di massima oscurità, quando la mia produzione di cellule era al punto più basso, apparentemente ferma
• Le cellule staminali nel midollo erano come i semi sotto la terra gelata – vivi ma invisibili, dormienti ma vitali
• Il 31 luglio 2025 era il mio ’25 dicembre’ – il momento dell’inversione, quando la vita ha ricominciato a crescere
Non era una metafora. Era biologicamente accurato. Il mio corpo aveva vissuto lo stesso ciclo che la Terra vive ogni anno, che il sole sembra vivere nel cielo.
I PARALLELISMI CHE HO SCOPERTO
1. Il Midollo come Terra Sacra
Nelle antiche tradizioni, il midollo osseo non era considerato solo un tessuto biologico. Era visto come il luogo dell’anima, la sede della forza vitale più profonda. E ha senso, se ci pensate:
• È nascosto nel centro delle ossa – il posto più protetto del corpo
• Genera continuamente vita – produce 200 miliardi di globuli rossi e 100 miliardi di globuli bianchi ogni giorno
• È la fonte della tua identità biologica – le cellule staminali del midollo ‘ricordano’ chi sei
• Quando si ferma, muori. Quando riprende, rinasci.
Il mio midollo era diventato come la terra nel solstizio d’inverno: apparentemente sterile, apparentemente morto, ma in realtà custodendo il segreto della vita futura.
2. Il Sole Nero
Ho scoperto che gli alchimisti medievali avevano un simbolo chiamato Sol Niger – il Sole Nero. Rappresentava una cosa paradossale: la luce che esiste nell’oscurità più profonda, il sole che brilla invisibile quando sembra spento.
Durante la mia aplasia, io ero un ‘sole nero’. Esteriormente sembrava che la vita in me fosse spenta – niente globuli bianchi, niente difese immunitarie, quasi niente piastrine. Ma dentro, nel profondo del midollo, le cellule staminali erano li. Vive. Pronte. Aspettando il momento giusto per esplodere in vita.
E quando sono riapparse nel sangue, i medici le chiamano ‘globuli bianchi. Il bianco dopo il nero. La luce dopo le tenebre. Esattamente come il simbolismo alchemico prevedeva.
3. Le Antiche Nascite Divine
Poi ho scoperto una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta: quasi tutti gli dèi solari delle antiche civiltà nascono tra il 21 e il 25 dicembre.
• Horus in Egitto – nato dalla vergine Iside
• Mitra in Persia – nato da una roccia vergine in una grotta
• Krishna in India
• Dioniso in Grecia
• E sì, anche Gesù Cristo – anche se i Vangeli non specificano mai la data, la Chiesa l’ha fissata al 25 dicembre proprio per sincronizzarla con le antiche feste del Sol Invictus, il ‘Sole Invincibile’ romano
Perché? Perché il solstizio rappresenta la nascita della luce dalle tenebre. È l’archetipo universale della rinascita. E io, senza saperlo, avevo vissuto lo stesso archetipo.
COSA HO IMPARATO DA TUTTO QUESTO
1. La Trasformazione è Reale, Non una Metafora
Prima del trapianto, se qualcuno mi avesse parlato di ‘morire e rinascere’, avrei pensato a una frase fatta. Ora so che è possibile. L’ho vissuto. A livello cellulare.
Questo mi ha dato una prospettiva completamente nuova sulla vita. Quando affronto difficoltà, crisi, momenti bui, mi ricordo: ho già attraversato una morte vera e sono risorto. Tutto il resto è meno definitivo di quello.
2. Il Buio Non è il Nemico
La nostra società odia il buio. Odia l’inverno, odia la notte, odia i periodi di non-produttività. Vogliamo sempre estate, sempre luce, sempre crescita.
Ma io ho scoperto che il buio è fertile. L’aplasia – il momento più buio del mio percorso – non era uno spreco di tempo. Era il momento in cui le cellule nel midollo si stavano preparando. Era necessario. Senza quel buio, non ci sarebbe stata rinascita.
È come i semi sotto terra d’inverno. Sembrano morti. Ma stanno lavorando, silenziosamente, invisibilmente. E quando arriva il momento giusto, esplodono in vita.
3. Ho Due Compleanni Ora
Molti pazienti trapiantati celebrano il giorno dell’engraftment come un secondo compleanno. All’inizio pensavo fosse solo un modo carino di vedere la cosa. Poi ho capito che è biologicamente accurato.
Ogni cellula del mio sangue – ogni singola cellula – è nata dopo il 31 luglio 2025. Il mio sistema immunitario è nuovo. Le mie difese sono nuove. In un senso molto reale, sono più giovane di quanto suggerisca la mia età anagrafica.
E questo mi ha dato una libertà strana: se sono biologicamente rinato, posso anche essere psicologicamente rinato. Posso lasciare andare vecchie identità, vecchi modi di essere, vecchie paure. Il trapianto mi ha dato il permesso di reinventarmi.
4. La Scienza e il Mistero Non si Contraddicono
Una delle cose più belle che ho scoperto è questa: la medicina moderna ha creato, senza saperlo, un rito iniziatico.
Il trapianto di midollo riproduce esattamente gli stessi passi che gli antichi sciamani cercavano di provocare con digiuni, isolamenti, visioni:
• Separazione dalla vita normale
• Discesa negli ‘inferi’ (l’aplasia, la vulnerabilità totale)
• Morte simbolica (o in questo caso, biologica)
• Attesa in uno stato liminale
• Rinascita trasformata
La scienza mi ha salvato la vita. Ma il mio corpo ha vissuto un mistero antico. Entrambe le cose sono vere. Non devo scegliere.
IL MIO MESSAGGIO PER CHI LEGGE
Se stai affrontando un trapianto:
Quello che stai vivendo non è ‘solo’ una procedura medica. È un passaggio, nel senso più profondo del termine. Ti stai lasciando alle spalle una versione di te stesso e stai per diventare qualcuno di nuovo.
I giorni dell’aplasia saranno duri. Saranno il tuo ‘solstizio personale’ – il momento più buio.
Ma ricorda: nel punto di massima oscurità, la luce sta già rinascendo. Anche se non la vedi, anche se gli esami non la mostrano ancora, le cellule nel tuo midollo stanno già lavorando.
Il giorno del tuo engraftment sarà il tuo nuovo compleanno. Festeggialo. Non è retorica – è biologia pura.
Se stai affrontando qualsiasi altro tipo di ‘buio’:
Crisi, perdite, depressione, fallimenti – qualsiasi cosa ti faccia sentire che tutto è finito.
Ricorda il solstizio. Ricorda i semi sotto terra. Ricorda le cellule nel midollo durante l’aplasia.
Il processo di rinascita è spesso invisibile. Non lo vedi, non lo senti, non puoi misurarlo.
Ma sta accadendo. Nel profondo, nell’oscurità, qualcosa sta già preparandosi a esplodere in vita.
La natura ci insegna questo da miliardi di anni: l’inverno è necessario perché ci sia primavera. La notte è necessaria perché ci sia alba. La morte (simbolica o reale) è necessaria perché ci sia rinascita.
Per tutti:
Il solstizio d’inverno ci ricorda ogni anno questa verità fondamentale: la luce rinasce sempre. Non perché lo speriamo, non perché lo meritiamo, ma perché è la legge del cosmo. E scritto nel movimento degli astri, nel ciclo delle stagioni, e sì, anche nella biologia del midollo osseo.
lo sono la prova vivente di questo. Ogni giorno, il mio corpo produce 200 miliardi di globuli rossi nuovi e 100 miliardi di globuli bianchi nuovi. E una resurrezione continua, un solstizio quotidiano che avviene nel silenzio del midollo.
Sono letteralmente fatto di rinascite.
E voi?
EPILOGO: I MIEI DUE SOLSTIZI
Ora celebro due solstizi ogni anno:
Il 21 dicembre – il solstizio d’inverno cosmico. In questo giorno penso a tutti coloro che stanno attraversando il loro ‘buio’. Pazienti in attesa di engraftment, persone in crisi, chiunque sia nel momento più oscuro del proprio percorso. E accendo una candela per ricordare loro (e a me stesso) che la luce sta già rinascendo, anche se non la vedono ancora.
Il 31 luglio – il mio solstizio personale, il giorno del mio engraftment. Questo è il mio secondo compleanno, il giorno in cui celebro non solo il fatto di essere vivo, ma il fatto di essere rinato. In questo giorno rifletto su come sto usando questa seconda opportunità.
Sto vivendo all’altezza della rinascita che mi è stata donata?
Due date. Due solstizi.
Due momenti per ricordarmi che la morte e la rinascita non sono solo concetti astratti o miti antichi. Sono reali. Sono biologici. Sono scritti nelle cellule del mio midollo.
“In tenebris lux”
Nella tenebra, la luce.
Nel midollo oscuro, la vita eterna.
Grazie per aver letto la mia storia.

